La nuova Cittadella Giudiziaria Catania sorge lungo la costa
Per decenni, un edificio in cemento armato ha separato Catania da un tratto del suo mare. L’ex Palazzo delle Poste — definito da molti un “ecomostro” — costituiva una barriera fisica e visiva tra il tessuto urbano e il litorale ionico.
Oggi, su quell’area, sta prendendo forma un’opera che ambisce a ribaltare quella condizione: il progetto della nuova Cittadella Giudiziaria Catania, la cui stazione appaltante è il Dipartimento Regionale Tecnico della Regione Siciliana – Servizio Regionale del Genio Civile di Catania, è un complesso che non vuole limitarsi alla funzione giudiziaria ma intende restituire alla città un rapporto con il mare che le era stato sottratto.

Il ruolo di RUP è stato affidato all’ing. Gaetano Laudani e la direzione lavori all’ing. Ignazio Cassaniti. La redazione di Mobilita.org ha visitato il cantiere su invito di Layher, azienda di riferimento internazionale nella produzione di sistemi di ponteggio e opere provvisionali, che in questo progetto riveste un ruolo tecnico di primo piano.
È stata l’occasione per raccogliere dati, osservare da vicino le lavorazioni in corso e raccogliere le testimonianze di chi, ogni giorno, traduce un progetto ambizioso in struttura reale. A guidarci nel racconto sono stati l’Ing. Gianpiero Surace, Direttore Tecnico di Cantiere, e l’Ing. Daniele Berlanda, Direttore Generale di Layher Italia.
Una finestra sul mare: genesi e concept di un progetto complesso
Il progetto nasce all’interno del programma FSC 2014-2020 e si è sviluppato attraverso un concorso di progettazione a due fasi (2018-2019), al quale hanno partecipato tra i 75 e gli 80 studi.
A vincere è stato il Raggruppamento Temporaneo di Professionisti guidato dallo Studio Cibinel Martocchia di Roma, con un concept architettonico che ha saputo tradurre in forma costruita un’idea tanto semplice quanto carica di significato: una “finestra sul mare”.
Dopo la demolizione dell’edificio preesistente, curata dal Genio Civile, i lavori sono stati avviati e affidati all’Ingegneria Costruzioni Colombrita srl, azienda storica siciliana alla terza generazione con circa 130 dipendenti.

ING. Gianpiero Surace– Direttore Tecnico di Cantiere – Ingegneria Costruzioni Colombrita srl
“Equilibrio tra funzioni e connessione territoriale “
L’idea progettuale è nata dalla ricerca di un equilibrio tra la funzionalità di un grande edificio giudiziario e la volontà di restituire ai catanesi un affaccio sul mare. “La finestra sul mare è stata la chiave per coniugare le esigenze funzionali dell’edificio con l’apertura verso il litorale, offrendo alla città un nuovo punto di contatto con il paesaggio costiero”.
Un approccio progettuale che ha trasformato un vincolo volumetrico in un’opportunità di riconnessione urbana.
Sette piani tra terra e cielo: l’anatomia della struttura
La Cittadella Giudiziaria si sviluppa su sette piani complessivi, di cui due interrati.
I piani sotterranei, collocati a quota -7,14 metri, coprono ciascuno una superficie di circa 6.000 metri quadrati e ospitano funzioni di servizio e parcheggio.
Al di sopra, la composizione volumetrica si articola in una configurazione che cambia progressivamente con l’altezza: ai livelli inferiori si distinguono i volumi trapezoidali del Blocco Aule e del Blocco Polizia, mentre ai piani superiori l’edificio si unifica in una struttura a rettangolo cavo — quella che in cantiere hanno ribattezzato il “ciambellone” — che raggiunge le quote di 18,52 e 22,50 metri. Una scala panoramica con affaccio diretto sul mare ionico completa l’impianto architettonico, offrendo una connessione visiva costante tra gli interni e il paesaggio costiero.
“La struttura è molto ambiziosa perché si propone di gestire una serie di sbalzi che dal punto di vista architettonico hanno un grande interesse, ma che sono molto impegnativi nella fase realizzativa”, ha osservato l’Ing. Surace, evidenziando la distanza — non sempre scontata — tra la qualità di un’idea progettuale e la complessità della sua messa in opera.
Costruire su isolatori: la sfida sismica e il ruolo della puntellazione
Un aspetto che distingue la Cittadella Giudiziaria è la scelta di dotare l’edificio di isolatori sismici alla base, una soluzione che rende la struttura sovrastante un blocco indipendente dal suolo, capace di subire minimi sforzi orizzontali durante un evento sismico. Tecnologia consolidata, ma che applicata a un complesso di queste dimensioni e complessità geometrica richiede una gestione del cantiere estremamente rigorosa.

Il carico complessivo che grava sul ponteggio durante le fasi di costruzione raggiunge i 2 milioni di chilogrammi — la somma della carpenteria metallica e dei solai in calcestruzzo. Il sistema adottato è il ponteggio multidirezionale Allround Lightweight di Layher in acciaio S460 ad alta resistenza, che in questo contesto assolve a una doppia funzione: struttura di puntellazione e ponteggio di lavoro per gli operatori. Ogni torre è composta da 16 colonne e numerosi diagonali, ed è progettata per sostenere circa 40 tonnellate.
“Sostenere tre livelli, tre impalcati di carpenteria metallica non è da poco. Ogni torre all’incirca tiene 40 tonnellate”, ha sottolineato l’Ing. Surace.

Per compensare l’abbassamento della struttura una volta rimosso il puntellamento, è stata prevista una controfreccia (monta) massima di 9 centimetri, un valore che richiede precisione millimetrica nel posizionamento delle basette regolabili — il cui numero complessivo in cantiere oscilla tra le 5.000 e le 10.000 unità.
Digitalizzazione in cantiere: dal modello 3D al tablet del montatore

La complessità di un intervento come quello della Cittadella Giudiziaria richiede strumenti che vadano oltre la progettazione tradizionale. L’opera provvisionale è stata sviluppata attraverso il sistema Layher SIM (Scaffolding Information Modeling), una piattaforma che consente di modellare in 3D l’intera struttura provvisionale e di generare modelli BIM dedicati.

Ing. Daniele Berlanda, Direttore Generale di Layher Italia.
“Il digitale per gestire e prevenire”
«Il sistema SIM consente di pianificare in anticipo ogni fase dell’installazione, della modifica e dello smontaggio, verificando preventivamente le interferenze volumetriche.
In un cantiere con geometrie irregolari come questo, anticipare i conflitti tra elementi provvisionali e struttura definitiva è determinante per i tempi e per la sicurezza».
Sul campo, questa impostazione si traduce in strumenti operativi concreti: stazioni totali e scanner per il posizionamento millimetrico delle basette, e tablet con visualizzatori 3D in dotazione ai montatori per identificare univocamente i componenti da installare.
La pianificazione digitale contribuisce anche alla prevenzione degli infortuni, poiché ogni fase viene verificata nel modello prima dell’avvio dei lavori — spostando il baricentro della sicurezza dalla reazione alla prevenzione.
La facciata e i materiali: cotto, vetro e protezione solare
L’involucro della Cittadella non è meno complesso del suo scheletro. Il progetto prevede una facciata continua vetrata con sistemi di protezione solare differenziati per quota: frangisole in metallo ai piani alti e cotto ai piani bassi per richiamare le attigue ciminiere. La scelta del cotto dialoga con la matericità circostante del contesto urbano e del paesaggio siciliano, conferendo alla base dell’edificio una solidità visiva che contrasta con la trasparenza dei livelli superiori.
Questa differenziazione materica non è solo estetica: risponde a esigenze di comfort termico e visivo, calibrando il grado di schermatura solare in funzione dell’orientamento e dell’esposizione di ciascun fronte. Un edificio giudiziario, con i suoi ambienti destinati a udienze prolungate e attività d’ufficio, richiede condizioni di comfort particolarmente controllate, e l’involucro è il primo presidio in questa direzione.

Il rapporto con la città: una piazza senza cancelli
Un aspetto che merita attenzione è la relazione tra la Cittadella e lo spazio pubblico circostante. In risposta alle richieste dei cittadini catanesi di aver garantito uno spazio fruibile e aperto verso il mare, il progetto prevede un’area pubblica sempre accessibile, senza cancelli, con una piazza sotto l’edificio.
La scelta di mantenere la permeabilità dello spazio è significativa per un edificio che ospita funzioni giudiziarie — un “luogo sensibile” per definizione — e richiederà in futuro riflessioni approfondite sulla gestione della sorveglianza e sulle eventuali limitazioni d’accesso, senza però snaturare l’intenzione progettuale di apertura verso la comunità.
Sul piano delle prospettive urbane, è inoltre in fase di discussione avanzata un progetto di interramento della ferrovia che corre attualmente tra l’edificio e la costa. Questa operazione libererà definitivamente la vista mare davanti alla Cittadella, completando quel gesto di ricucitura tra città e litorale che il progetto architettonico ha inaugurato.
Layher Allround Lightweight: la tecnologia dietro l’opera provvisionale

L’esperienza della Cittadella Giudiziaria offre l’occasione per approfondire le caratteristiche del sistema che ha reso possibile la gestione dei carichi in cantiere. L’Allround Lightweight rappresenta l’evoluzione più recente della gamma di ponteggi multidirezionali Layher: un sistema che combina leggerezza e capacità portante attraverso l’impiego di acciaio ad alta resistenza, nuovi processi produttivi e un design ottimizzato dei componenti.
«Con Allround Lightweight abbiamo voluto compiere un ulteriore passo avanti nell’evoluzione dei sistemi di ponteggio. L’impalcato è fino a 2,2 kg più leggero — il 10% in meno — rispetto allo standard di mercato, senza alcuna riduzione della capacità di carico. Questo si traduce in un’accelerazione del montaggio e smontaggio maggiore del 10% e in una riduzione dei costi di trasporto fino al 12%, considerando che circa l‘80% dei costi di gestione di un ponteggio è legato proprio a queste voci. Meno viaggi significano anche meno emissioni di carbonio».
La linea Lightweight è pienamente compatibile con i precedenti sistemi Layher, consentendo alle aziende di integrare i nuovi componenti nel parco esistente senza dismissioni. Sul versante dell’ergonomia, la riduzione di peso incide sull’affaticamento degli operatori durante la movimentazione manuale — un fattore che in un cantiere come quello della Cittadella, dove le operazioni di montaggio si protraggono per settimane, si cumula turno dopo turno contribuendo alla riduzione dei rischi di infortunio.
Un cantiere che guarda avanti
La Cittadella Giudiziaria di Catania è, per molti aspetti, un cantiere esemplare: nella complessità delle sfide strutturali che affronta, nell’integrazione tra strumenti digitali e operatività di campo, nella capacità di coniugare un’architettura ambiziosa con esigenze funzionali stringenti. È anche un progetto che conferma quanto la ricerca applicata in cantiere — dai materiali ad alta resistenza alla modellazione BIM delle opere provvisionali — sia oggi determinante per garantire standard sempre più elevati di sicurezza, rapidità di esecuzione ed efficienza economica.
Quando le torri di puntellamento verranno rimosse e i 9 centimetri di controfreccia si assorbiranno sotto il peso definitivo della struttura, l’opera provvisionale — invisibile per definizione nel prodotto finito — avrà compiuto silenziosamente la sua funzione. Dietro ogni struttura che resta, c’è un’infrastruttura temporanea che l’ha resa possibile: progettarla con la stessa cura dell’opera definitiva è il tratto che distingue un cantiere evoluto.
Il cantiere in numeri
- 7 piani complessivi (di cui 2 interrati a quota -7,14 m)
- 6.000 m² di superficie per ciascun piano interrato
- 800 tonnellate di carpenteria metallica in opera
- 3 nuclei scala in cemento armato portanti
- 5 pilastri in acciaio a sostegno dell’angolo nord-ovest)
- Solai in lamiera grecata con getti di completamento di 15 cm
- Facciata continua vetrata con frangisole in metallo
- Isolatori sismici al secondo impalcato (interrato) dell’edificio
- Carico totale sul ponteggio: circa 2 milioni di kg
- Controfreccia (monta) massima prevista: 9 cm
- Torri di puntellamento da circa 40 tonnellate ciascuna (16 colonne per torre)
- Tra 5.000 e 10.000 basette regolabili in opera

Credits rendering: Studio Stancanelli







